
In residenza presso Teatro Comunale di Novoli (Le) dal 22 al 27 settembre 2025 e presso Teatro Comunale di Leverano (Le) dal 14 al 20 febbraio 2026.
Frankenstein è un mito multiforme, capace di influenzare il cinema come la letteratura, le comunicazioni di massa, la medicina, capace di generare domande mai sopite, anzi, rese quanto mai importanti in un mondo in cui la scienza è sempre sul punto di mettere a rischio l’equilibrio del pianeta e della mente umana. È intriso di angosce e dubbi che hanno a che fare con l’idea di limite, di controllo, di insaziabilità. E di onnipotenza. Umana e divina. Da molti anni, insieme a Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno, ci interroghiamo intorno ai fantasmi e alle paure generate dal romanzo di Mary Shelley. Ci troviamo ad affrontarlo in una nuova scrittura che, come le precedenti, è figlia del nostro tempo perché – dato che il tempo e la tecnologia procedono a una velocità inimmaginabile fino a pochi decenni fa – ogni volta è necessario aggiornarlo, cambiare il tiro, spostare più in là l’asticella. Eppure, incredibile ma vero, il cuore resta sempre il solito: il rapporto, malato, tra Creatore e Creatura. Quella di Frankenstein è una storia rivolta al domani, che riesce a far dialogare passato, presente e futuro: ombre gotico ottocentesche si mischiano alle atmosfere fantascientifiche di Philip K.Dick e a film memorabili come Blade Runner o Misery non deve morire. Ci sono ampie tracce dei saggi sconvolgenti di Yuval Harari e, in questa nuova edizione, la presenza inquietante dell’Intelligenza Artificiale.
Super-uomo, cyborg, potenzialità aumentate, incrocio tra organico e inorganico, innesti di ellettrodi, algoritmi che ci guidano e sanno scegliere al posto nostro offrendoci sempre la soluzione giusta, fino a sostituirsi a noi: non è più fantascienza. È ora. Tutto questo ci eccita ma al tempo stesso ci spaventa, per almeno due buoni motivi. Il primo è banale, le possibili conseguenze dell’errore, non più umano ma del bot, della novella creatura artificiale: armi che non prevedono l’intervento dell’uomo per essere attivate, auto senza autista, l’internet delle cose, l’intelligenza della macchina. Il secondo più sinistro: ammesso che le nuove creature aumentate non cadano più in errore, non vadano mai in crash, diventino davvero progressivamente sempre più perfette, quel giorno, a cosa serviranno gli “umani umani”? Che spazio resterà a disposizione dei vecchi corpi non “aumentati”?
Di Francesco Niccolini
Molto liberamente ispirato al “Frankenstein” di Mary Shelley
Con Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno
Regia Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno
