San Michele del terremoto – Okuribito ETS

In residenza presso Spazio Apocrifi (Manfredonia) e Auditorium Peppino Principe (Monte Sant’Angelo) dal 15 al 17 dicembre 2025 e dal 7 al 17 gennaio 2026.

Sinossi
San Michele del Terremoto prende avvio dalla figura di San Michele Arcangelo e dal processo di riscrittura cattolica di antichi culti pagani legati all’acqua, alle grotte e alle divinità femminili ctonie, progressivamente mondati e riorientati verso un immaginario di controllo e redenzione.
In questa stratificazione San Michele diventa agente della rimozione del femminile arcaico, figura instabile oscillante tra raffigurazioni androgine e forme di maschilità militante. Il suo corpo angelico si sovrappone al ruolo contemporaneo di patrono delle forze dell’ordine, diventando superficie di proiezione di modelli di autorità, disciplina e violenza legittimata.
Parallelamente emerge la figura del serpente, dalla presenza mitica territoriale alla codificazione araldica fino alla riemersione come segno aziendale: il biscione Fininvest, icona di un potere comunicativo che trasforma eventi reali (cronaca nera di provincia, processioni e riti paesani del Sud Italia) in immagini consumabili, dove il mito non scompare ma si ricodifica come linguaggio dell’intrattenimento.

Di Noemi De Luca e Luca Russo
Con Mattia Abballe, Annalucy Menafra, Ivan Piccolo, Umberto Ranieri, Luca Russo

OKURIBITO ETS è un collettivo artistico under 35 fondato nel luglio 2025, composto da sei membri provenienti da Campania, Puglia e Lazio, con percorsi che attraversano architettura, computazione, diritto, sound design, visual design e teatro. Attraverso fictions e performance il gruppo intende mettere in relazione le immaginazioni connesse a questi campi, per farle entrare in attrito, contaminarle e riposizionarle nello spazio sociale.

OKURIBITO è un termine giapponese legato alla pratica della tanatoprassi. Il nome del collettivo nasce in relazione alla data della sua costituzione, avvenuta in concomitanza con un decreto governativo che definisce le aree interne del Paese come territori “inermi”, destinati a un processo irreversibile di spopolamento, e per i quali si auspica unicamente un accompagnamento “dignitoso” alla fine. OKURIBITO assume questa immagine come gesto simbolico e critico per interrogare cosa significhi prendersi cura di ciò che viene dichiarato morto.
A partire da questa prospettiva, il collettivo ha avviato un processo di radicamento nel Parco Nazionale del Gargano, nei pressi di Monte Sant’Angelo (FG), dove ha stabilito la propria sede legale e operativa all’interno di una masseria rurale. Lo spazio, animato dalla presenza animale e situato lungo la Via Francigena, è utilizzato come base di lavoro, luogo di sperimentazione e infrastruttura produttiva.

Il lavoro nel Gargano si configura come un processo a lungo termine che affianca alla ricerca artistica la costruzione di una presenza stabile sul territorio: recupero progressivo della masseria come spazio produttivo, progettazione di ambienti di lavoro e attivazione di pratiche di relazione con il contesto locale.
Il collettivo agisce su figure e segni sedimentati per metterne in crisi la funzione stabilizzante e riattivarne il potenziale ambiguo e conflittuale. La scena rappresenta un luogo di emersione, dove ciò che è stato rimosso o neutralizzato può riapparire sotto forme non pacificate. La performance le espone a una condizione di rischio e di relazione diretta, in cui non possono essere completamente controllate né chiuse in una forma definitiva. San Michele del Terremoto, primo progetto in fase di sviluppo, costituisce il primo campo di applicazione di questa ricerca.

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