RICCARDO AMA RICCARDO – PALADINI / MOSCHETTI

Riccardo ama Riccardo. Ed è questo ossessivo amore di sé che conduce un gioco di continua sopraffazione, tra ciò che siamo e ciò che non possiamo essere. Chi è oggi Riccardo? Un solitario narcisista o un influencer autoreferenziale?

Due figure incastrate in un concerto corpo-voce, guidate dal costante desiderio di uscire fuori di sé, ossia dall’altro, che porterà all’inevitabile autodistruzione. Un gioco di ombre, in cui scompare la trama, illusione di ordine dentro un caos dei veri sentimenti.

A Shakespeare si mescolano trame e parole, che si immergono con prepotenza nella fiamma viva di Narciso, e rifulgono nelle tragiche espressioni di Donald Trump. Uno spettacolo denso, intimo, distratto da Riccardi grezzi, passionali, erotici e fragili. Il manifesto dell’estremo amore autoreferenziale, antitesi del teatro stesso.

NOTE DI REGIA

Siamo Lorenzo e Miriana, due giovani attori del Sud, che hanno avuto l’esigenza di portare Riccardo nelle nostre vite.

Nasce uno spettacolo che trae linfa dal narcisismo insito nei teatranti, spesso volutamente sconfitto dalla natura stessa del teatro, che però nasconde dentro di sé la costante rivincita dell’ego. Può esistere un teatro totalmente libero dall’ego-riferimento? La volontà di rappresentarsi in scena non è di per sé un atto prepotentemente narcisista? Se il teatro è sublimazione del quotidiano, cosa accade agli attori che vi partecipano?

Il nostro mettere in scena Riccardo è un tentativo di mettere in scena noi stessi. Quel mostro crudele, ambizioso, sublime, ci attrae più di quanto possiamo ammettere. E allora diventiamo anche noi quei mostri, affondiamo il nostro essere nel piacere del male e della carne.

Diventiamo ciò che, come attori, non possiamo ammettere di essere: mostri kantiani che si elevano al di sopra degli altri, che si cibano delle proprie pulsioni e che dettano la propria legge morale. Non c’è etica in questo spettacolo.

Siamo attori che si corazzano con la propria arroganza e abbracciano il lato più spaventoso della nostra sensibilità.

Elementi drammaturgici tratti da: Eco e Narciso di Ovidio, Riccardo III di W. Shakespeare, Ubu Roi e Ubu incatenato di Alfred Jarry.

18–22 maggio – Campi Salentina
15–19 giugno – Novoli
27–29 agosto – Novoli

RICCARDO AMA RICCARDO

Residenza artistica di e con Lorenzo Paladini e Miriana Moschetti
Mentor: Roberto Latini
Musiche: Francesco Rizzo

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